in tutto *loading* bastardi inciampati nel taccuino
Piccolo disclaimer:
Questo blog ha come supporto l'audio, che accompagna spesso & volentiery determinati post. Ebbene leggere i post senza l'audio è un po' come andarsene all'October Fest e scolarsi una Fanta.. rendo l'idea? Bene..
Quindi fatemi il santo piacere di accendere quelle cazzo di casse o mettervi le cuffie o quello che vi pare, ma leggete con la musica, 'cci vostra.
E adesso mi devi smontare tutto. Per forza. Come hai fatto tutte le volte.
Perchè è più facile dimenticare un bastardo. Chi ti ha sfruttato ti ha fatto solo perdere tempo. Tutt'altro cazzo quando devi accettare che ci sia davvero stato qualcosa e che tu e quell'altro, a dirla proprio tutta, ci siete cresciuti un bel po', insieme.
Tutto ciò che serve fare è smontare in pezzi più piccoli possibile; ogni pezzo va poi accuratamente reinterpretato.
E fatto questo non hai motivo di soffrire: un alibi d'acciaio.
Ma neanche tanto.
Perchè come mi ricordo io, certi momenti te li dovrai ricordre anche tu. E pensare che ti abbia sistematicamente presa in giro può funzionare lì per lì. Ma lo sai bene anche tu che è statisticamente impossibile. Ogni gesto. Ogni frase. Ogni sguardo.
Quale attore è in grado di fingere tutto?
E' più facile.. troppo facile, così. Cercarti: una gentilezza formale. Desiderare di tornare da te, la sera: solo per non star soli, vero? Ed ogni carezza era un gesto di pietà; ogni abbraccio un dovere... ma come fai anche solo a pensarla, così?
Come puoi anche solo riuscirci, a staccare un pezzo alla volta anni passati insieme.
Ma del resto nell'epoca di IKEA bisogna esser bravi a smontare intere stanze, prima di buttarle via. Chè tanto ogni volta che le smonti finisce che ti perdi i pezzi, rompi certe assi. Poi lo sai che non rimonterai più niente.
Quando va bene metti tutto in cantina, fino a dimenticare.
Quando va male aspetti la giornata giusta, quando passa l' AMA, e lasci i pezzi accanto alla monnezza.
E il giorno dopo, quando sono spariti, non ti ricordi neanche più di averli buttati.
Nemmeno ci fai caso.
ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario mi trovo
imbarazzato sorpreso ferito per una irata sensazione di peggioramento
di cui non so parlare né so fare domande
poi dice che non è vero che le macchine ci parlano.. non ricordo neanche più da quanti anni non l'ascolto, sta canzone... poi così, di botto, quando ero intento a scalpellare attentamente il fondo del barile, arriva una parola, un punt esclamativo ed il cervello ricorda.
Alta velocità, mica cazzi.
Mi precipito su eMule e la becco immediatamente; ne scarico il testo. E lascio che lo stereo mi parli ancora. E lo sto a sentire con un sorriso intimo. Come si sorride ad un amico. Uno di quelli con cui parli utilizzando esattamente la metà delle parole che servirebbero per comunicare con chiunque altro.
Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche
nella stalla
il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula
dentro la pantera
dormono i rapresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton
i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme
Gesù bambino
un po' di paglia
come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato
dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme
nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia
sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata
dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion
nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni
dormono i monti
dormono i mari
dorme quella cazzo di Bagan
che m'ha rubato
la mia Lulù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più
Eccomi là. Circondato dalla mia famiglia e dai cosiddetti amici.
Non mi ero mai sentito così solo. Mai in tutta la vita.
...e fu più o meno in quel momento che prendemmo la sana, motivata, democratica decisione di tornare all'eroina al più presto. Ci vollero circa 12 ore. Pare facile ma non lo è. Sembra una scampagnata, una scelta comoda, ma vivere così... è un lavoro a tempo pieno.
cosa cazzo combino, cosa cazzo..
Ieri dovevo dimenticare un compleanno (altrui) legato a troppe implicazioni ed una blog entry particolarmente spiacevole. Per "fortuna" ero stato invitato ad un festone!
Ecco, bravo. Bene.
Il problema è che oltre a quel che mi ero ripromesso, sono riuscito anche a scordarmi un pezzo intero della serata. Tipo come cazzo ho fatto a tornare a casa. Tipo dove cazzo ho messo la macchina. Tipo che mi hanno dovuto cortesemente mandare via dalla festa, dato che stavo leggermente fuori controllo. Tipo.
Non la trovo. I vigili non l'hanno presa. Che figura dimmerda. Quando decido di bere mi devo ricordare di uscire insieme ad Attila, cazzo. Con lui ci si guarda sempre le spalle l'un l'altro. CAZZO. Ed ora mi tocca rimediare un cazzo di passaggio per andarla a cercare: ridicolo. Imbarazzante. Umiliante.
Istruttivo. Fanculo.
Ora OVVIAMENTE mi godo un'emicrania da record mondiale, lo stomaco attorcigliato, la nausea e tutto il resto... vomitassi almeno..